Torta al cacao con latte di avena (vegan)

L’ultimo post risale a più di due mesi fa.
Nel frattempo ho acceso il forno solo per sfornare torte di compleanno, ho rinfrescato Gioia ma non ho più preparato il pane. Ho mangiato oatmeal praticamente ogni mattina e assaggiato la polvere di maca.
Sono tornata in Francia per qualche giorno a trovare la famiglia dove ho vissuto e ho capito che amo camminare in montagna. Ho iniziato Crossfit e con i saldi ho comprato solo abbigliamento sportivo.
Ho comprato anche una macchina fotografica nuova. Ho prenotato un viaggio con mio fratello così a ottobre ce ne andiamo a Berlino e ho superato l’esame di teoria della patente, che sono in ritardo di giusto qualche anno ma ci sono quasi. Ho visto centinaia di episodi di Friends e ormai i protagonisti sono anche amici miei.
Ho acceso l’ultima sigaretta alle 19.40 dell’ultima domenica di luglio e ho percorso 249 km a piedi sul Camino del norte che attraversa la costa settentrionale della Spagna fino ad arrivare a Santiago di Compostela.

Ho anche cucinato, a volte di fretta, a volte la sera, quasi sempre pranzi per l’ufficio e spesso cose facili fatte e rifatte.
Ecco perché non ho scritto sul blog.

Però qualche giorno fa ho preparato una torta al cacao con una ricetta nuova e valeva la pena dedicarle un post.

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Perché è una torta diversa da tutte le altre che ho fatto, un esperimento nuovo: è un dolce senza burro, senza uova e senza latte (vaccino). Io che fino a pochi mesi fa sostenevo che ‘no, i dolci senza burro proprio no!’, adesso mi sono messa anche a togliere altri ingredienti.
Perché è una torta come tutte le altre che faccio: con pochi ingredienti, facile e veloce da preparare e che può cambiare gusto ogni volta semplicemente aggiungendo o modificando qualcosa.
E poi perché è una torta buona, leggera e ha un delizioso profumo di cacao; è poco dolce ma gustosissima e nonostante l’assenza di burro resta umida e soffice.

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Possono mangiarla tutti: amanti del cioccolato, golosi che fanno sempre il bis, vegani che non rinunciano ai dolci, persone che sono eternamente a dieta o quelle che lo sono soltanto di lunedì. Inoltre sostituendo la farina di frumento con quella di grano saraceno (o riso, miglio ecc.) questa torta è adatta anche ai celiaci.

Ingredienti:
280 gr di farina di grano tenero tipo 1
50 gr di cacao amaro (per me cacao in polvere organico)
130 gr di zucchero di canna
300 ml di latte di avena
80 ml olio di semi
1 bustina di lievito in polvere per dolci

Procedimento:
– In una ciotola capiente mettete la farina e il cacao setacciati, poi aggiungete lo zucchero e il lievito.

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– Versate l’olio e il latte e mescolate tutti gli ingredienti per un paio di minuti, aiutandovi con uno sbattitore elettrico.

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– Accendete il forno a 180°C e mentre si scalda imburrate e infarinate uno stampo di 24 cm con cerniera e versateci dentro l’impasto (per una versione 100% vegana: usate margarina o olio per lo stampo).

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– Infornate e fate cuocere in modalità forno statico per 30 minuti. Fate la prova stuzzicadenti per essere sicuri che la torta sia cotta: se esce asciutto, il dolce è pronto.
– Sfornate la torta, fatela raffreddare e poi toglietela dallo stampo.

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Spolveratela con abbondante zucchero e servitela a colazione o merenda.

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Si conserva bene per un paio di giorni, se chiusa in un contenitore ermetico. E anzi, a mio avviso, il giorno dopo è ancora più buona.

I miei consigli:
– Potete arricchire l’impasto con frutta secca (noci, mandorle..), frutta fresca (pere, mirtilli..) o con fiocchi di avena.
– Per farne una variante più golosa, prima di infornare la torta, distribuite sulla superficie qualche cucchiaiata di crema di nocciole o di confettura.

Vellutata di topinambur e patate

Se provate a chiedere a chiunque cos’è il topinambur, scommetto che in pochi sapranno rispondervi.
Io lo conoscevo solo per fama: sapevo fosse usato per fare vellutate cremose o chips croccanti, ma ne ignoravo forma e sapore.

Settimana scorsa, mentre vago nel reparto di frutta e verdura del supermercato, un po’ alla ricerca di mirtilli e frutta secca, un po’ per prendere tempo prima della lezione di pilates, vedo una vaschetta di plastica. All’inizio mi sembra zenzero, poi mi avvicino, leggo l’etichetta: “topinambur”. Mi lascio convincere e la vaschetta finisce nel carrello.

Oggi, posso dirvi che il topinambur è un tubero, chiamato anche rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o tartufo di canna. Contiene fibre, vitamine e proteine che lo rendono un valido alleato per la salute: il topinambur ha un basso indice glicemico quindi favorisce il senso di sazietà, riduce l’assorbimento di colesterolo cattivo e zuccheri, accelera il metabolismo e rafforza il sistema immunitario. Le sue proprietà sono meglio preservate se lasciato crudo, ma è cotto che il topinambur viene principalmente consumato.
Ha la consistenza delle patate ma il gusto dei carciofi. Il sapore è delicato ma allo stesso tempo deciso. Mi è piaciuto talmente tanto che ho già in mente di prepararci il risotto, le chips al forno, di metterlo crudo in insalata…

Intanto ho provato la vellutata di topinambur, che si prepara in poche mosse e con pochissimi ingredienti: si tagliano le verdure, si cuociono, si frullano. In poco più di mezz’ora avrete pronta la cena: leggera e deliziosa.

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Ingredienti:
500 gr di topinambur
1 patata medio grande
2 cucchiai di olio evo
sale, pepe, noce moscata q.b.

Procedimento:
– Pelate la patata e il topinambur poi sciacquateli con acqua fredda.

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– Tagliate i due ingredienti a tocchetti o fettine: più sono piccoli, più sarà veloce cuocerli.

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– Scaldate due cucchiai di olio in padella, poi aggiungete topinambur e patate.
– Rosolate le verdure per un paio di minuti, poi aggiungete 3 bicchieri di acqua e fate cuocere a fuoco medio.
– Mescolate di tanto in tanto, sistemate di sale e pepe e aggiungete un pizzico di noce moscata.
– Ultimate la cottura, versando acqua quanto basta. Ci vogliono circa 20 minuti.
– Trasferite le verdure e l’eventuale brodo in una ciotola e frullate il tutto con un mixer a immersione.

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Impiattate la vellutata, aggiungete semi a piacere e gustatela calda. Accompagnatela con pane, grissini o crostini.

I miei consigli:
– Per una vellutata ancora più cremosa, potete aggiungere qualche cucchiaio di ricotta o formaggio fresco.
– Ottima da sola, questa vellutata è così cremosa che può essere anche un originale condimento per risotti, pasta o orzo.

Polpette vegetariane di melanzane e ricotta

“Elisa, fai fuori le due melanzane che sono in frigo!”.
Da questo messaggio di mamma ho avuto l’idea per questa ricetta.

img_20160905_215548Mentre lei era via, non solo è toccato a me riempire il frigo, ma anche svuotarlo.
Un fatto che non sopporto è buttare le cose, soprattutto se si tratta di alimenti. Non mi piace sprecare nulla, quindi se c’è qualcosa prossimo alla scadenza lo uso il prima possibile.
Mi capita con uova, yogurt, frutta, formaggi: i classici cibi di cui fai la scorta ma poi restano li.
Mai una volta che mi scadessero biscotti, gelati e cioccolato.. chissà perché!

Questa volta è stato il turno delle melanzane, con cui ho preparato d’eliziose polpette vegetariane.
Di solito mangio quelle di mamma, classiche, con uova, carne e pangrattato. Ma quelle che ho preparato io si sono rivelate una validissima alternativa.

Milano continua a riempirsi di locali vegetariani e vegani; i menu dei ristoranti “carnivori” lasciano spazio a nuove proposte senza derivati animali e anche i fast food più famosi si adattano alle nuove tendenze alimentari.
Sia chiaro: il vegetarianismo (vedi anche vegeterismo o vegetarianesimo) e il veganismo non sono nati ieri, ma certamente qui non hanno mai riscosso così tanta attenzione. Chi rientra nella prima categoria non mangia carne e pesce; chi rientra nella seconda esclude dalla propria dieta tutti i derivati animali (uova, latte, miele ecc.). I motivi di queste scelte sono tanti, diversi e perfettamente comprensibili e non ho intenzione di elencarli o di approfondirli: le discussioni a riguardo sono già innumerevoli.

Io dico solo che ognuno mangia ciò che vuole: io sono la prima che non sposerebbe mai questa scelta, ma sostengo a gran voce che eliminare alcuni alimenti dalla propria dieta non significhi rinunciare a mangiare cose buone.
Questo piatto ne è la conferma.

img_20160905_215503Per fare le polpette vegetariane ho usato melanzane, ricotta, farina integrale, formaggio grattugiato e poco altro. Il risultato è stato sorprendente: sono piaciute anche a fratello, che ne ha mangiata una ancora calda, e a sorella, che come me le ha portate in ufficio per pranzo.
Sane e saporite, queste polpette piacciono ai grandi più golosi e ai bimbi più scettici.
Leggere, senza olio, burro e uova, sono una valida alternativa per chi è a dieta o per chi ha intolleranze.
Semplici e veloci, possono essere preparare in anticipo e mangiate a temperatura ambiente.

Ingredienti (per circa 12 polpette):
2 melanzane grandi
150 gr di ricotta
50 gr di farina integrale
4 cucchiai di formaggio grattugiato
6 foglie di basilico
sale, pepe, prezzemolo q.b.

Procedimento:
– Lavate le melanzane, privatele delle estremità e tagliatele in 4. Poi tagliate a metà i pezzi ottenuti.
– Versate le melanzane in acqua bollente e leggermente salata, e lasciatele cuocere per 15 minuti.
– Scolatele, lasciatele in uno scolapasta e copritele con un piatto, così da rimuovere l’acqua in eccesso.
– Una volta tiepide, tritate le melanzane con un coltello, anche in modo grossolano.

img_20160905_204528 – Trasferite la verdura in una ciotola capiente, poi unite la ricotta e il basi e aggiustate di sale e pepe.
– Sminuzzate basilico e prezzemolo e aggiungeteli al composto. Mescolate il tutto.

img_20160905_204919img_20160905_205052– A questo punto aggiungete anche la farina e il formaggio grattugiato (potete usare pecorino, grana o quello che più preferite) e mescolate ancora.
– Accendete il forno a 200°C, intanto foderate una teglia con un foglio di carta forno.
– Aiutandovi con due cucchiai formate le polpette e disponetele sulla teglia. Il numero di polpette dipenderà dalla loro grandezza.

img_20160905_210307img_20160905_210316 – Infornate e fate cuocere per 30 minuti circa, fino a che le polpette saranno belle dorate.
N.B. metà cottura giratele tutte, per evitare che la parte inferiore si cuocia troppo.

img_20160905_215208img_20160905_215152Lasciatele raffreddare e poi gustatele come invitante appetizer o gustoso secondo piatto.
Il giorno dopo sono ancora più buone e sono perfette per la pausa pranzo.

img_20160905_215520I miei consigli:
– La cottura dipende anche dalla grandezza delle polpette: più sono grosse e più dovranno restare in forno, altrimenti l’interno rimarrà crudo.
– Provate a sostituire le melanzane con le zucchine, per avere polpette ugualmente buone.