Granola con avena, miglio soffiato e mandorle

Quando ero bambina mangiavo tazze enormi di cereali: al cioccolato, al miele, anche i corn flakes che però trovavo troppo poco dolci e allora ci aggiungevo almeno un paio di cucchiai di zucchero.
E poi mi piaceva il muesli, chiamato impropriamente così, quello che trovi al supermercato nelle confezioni che sono la metà di quelle dei cereali normali ma ti costa il doppio. Quello che mangi prima i riccioli di cioccolato e la frutta secca e poi ti rimangono solo i cereali. Quello che ne mangi a quintalate quando fai colazione in hotel.

Qualche anno dopo, i dolci mi piacciono se non sono troppo dolci. Lo zucchero non lo aggiungo nel caffè, figuriamoci se lo metto nel latte. Non compro più confezioni di cereali e ho scoperto che quello che pensavo fosse muesli, in realtà non lo era.

Il muesli nasce in Svizzera, a fine Ottocento. Si tratta di un mix di fiocchi di avena, frutta secca e frutta disidratata, niente zuccheri aggiunti, nessuna cottura. Il muesli si consuma “a crudo” aggiunto a yogurt, latte freddo o meglio ancora caldo, in modo che gli ingredienti si ammorbidiscano e creino una ‘zuppa’. Non a caso la parola muesli deriva dalla parola tedesca Mues, che significa ‘purea’ o ‘pappetta’.

Ma non voglio darvi la ricetta per il muesli, non serve darla. Si mischiano gli ingredienti direttamente nella tazza dove poi viene versato il latte oppure si prepara il mix in anticipo e si conserva in un barattolo.

Io voglio darvi la ricetta della granola.
Ma la granola non è muesli? Ma il muesli non è granola? No. Gli ingredienti alla base sono gli stessi, ma la granola viene cotta in forno e, lo ammetto, è infinitamente più buona.
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La granola ha origini nordamericane: nello stesso periodo in cui nasceva il suo lontano cugino muesli, negli Stati Uniti hanno deciso di aggiungere miele e olio al mix di ingredienti secchi e poi di infornare il tutto.
Il risultato è croccante, profumato e delizioso.
Ma anche nutriente e sano. Per i benefici dell’avena, perché non ci sono zuccheri raffinati, perché ormai metto semi oleosi ovunque e perché la lista degli ingredienti che servono per preparare la granola è molto più corta di quella della maggior parte dei cereali venduti in commercio.

Non esiste una sola versione di granola: le combinazioni di cereali – frutta secca – semi sono infinite e permettono di ottenere ogni volta un gusto nuovo. Inoltre ci sono ricette che prevedono l’utilizzo di zucchero, altre di sciroppo d’acero, altre ancora che omettono l’olio. Nei foodblog americani super belli se ne trovano di ogni tipo, ma ti danno le dosi in ‘cups’ e io non ho voglia di mettermi lì a convertirle in grammi.
Io, dopo averne lette un po’, ho trovato la mia.

Ingredienti:
– 120 gr di fiocchi di avena
– 30 gr di miglio soffiato
– 50 gr di mandorle
– 30 gr di semi di girasole
– 30 gr di semi piccoli (canapa, lino, papavero)
– 50 gr di acqua
– 50 gr di miele (per me acacia, millefiori per un sapore meno forte)
– 20 gr di olio di semi di girasole

Procedimento:
– In una ciotola mettete i fiocchi di avena, il miglio soffiato, la frutta secca (intera o tritata grossolanamente) e i semi.

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– Accendete il forno a 160°, poi foderate una teglia con un foglio di carta forno.
– In una padella, abbastanza capiente per contenere anche gli ingredienti secchi, versate i liquidi: acqua, olio di semi e miele. Cuocete per 5/6 minuti a fuoco medio, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.

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– Togliete dal fuoco lo “sciroppo” ottenuto, aggiungete il mix di ingredienti secchi e mescolate bene.

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– Trasferite il composto sulla teglia e distribuitelo in modo da creare uno strato non troppo alto.

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– Infornate e lasciate cuocere per 25/30 minuti, ricordandovi di rigirare la granola ogni 5/6 minuti, per farla dorare su tutti i lati e non lasciarla bruciare: deve prendere un colore dorato, senza bruciarsi.

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Una volta pronta, lasciate la granola sulla teglia e fatela raffreddare per circa 30 minuti. Dopodiché gustatela nello yogurt, con un bicchiere di latte freddo o tiepido, sul gelato o per arricchire una macedonia di frutta. Ma è buona anche da sola e un cucchiaio tira l’altro.
Conservatela in un barattolo di vetro a chiusura ermetica o in un contenitore di latta: può tranquillamente restare in dispensa per 15 giorni, a portata di mano per la colazione o la merenda.

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I miei consigli:
– Se non avete cereali soffiati (riso, miglio, amaranto..), potete sostituirli con i fiocchi di avena.
– Se volete aggiungere uvetta, mirtilli o altra frutta disidratata, inseritela in forno a pochi minuti dalla fine della cottura, altrimenti rischia di bruciarsi e diventare amara.
– Quando la granola ha finito di raffreddarsi, potete personalizzarla con scaglie di cioccolato, bacche di goji, polline secco ecc. a piacere.

Porridge di avena

È tempo di bilanci: errori, insuccessi e difficoltà si lasciano alle spalle; esperienze, soddisfazioni e conquiste ce le portiamo dietro in questo nuovo anno. Che come ogni nuovo inizio, è carico di buoni propositi e di grandi progetti da realizzare.
Il mio nuovo anno sarà anche carico delle abitudini buone prese durante il 2016. Come quella di mangiare porridge a colazione.

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Il porridge è una zuppa di avena, fatta bollire in acqua e latte, arricchita da frutta fresca o secca, spezie, zucchero o miele.
Il porridge ha origini britanniche, dove veniva preparato da inglesi e irlandesi, ma vanta una lunga tradizione anche in Polonia, Russia, Norvegia, dove cambia il nome ma non la sostanza.
In passato l’avena veniva messa in ammollo per tutta la notte e poi fatta bollire nel latte per diverse ore.
Oggi invece si trovano in commercio i fiocchi di avena precotti, che rendono la preparazione decisamente più veloce. E non si consuma più soltanto nelle cucine nordiche: da circa due mesi, lo consumo anche io (quasi) ogni mattina, aggiungendoci ogni giorno ingredienti diversi.

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Oltre che essere buono e facile da fare, il porridge fa bene.
Sto leggendo un libro che ribalta l’idea di mangiare secondo la “vecchia” piramide alimentare e propone di seguire una nuova forma: la clessidra. Fra le altre cose, l’autore suggerisce di iniziare la giornata proprio mangiando porridge a base di avena.
L’avena è un cereale ricco di carboidrati a lenta digestione, che quindi non causa picchi di zuccheri nel sangue e ci permette di restare sazi più a lungo. Inoltre è ricca di fibre solubili e proteine, in grado di placare l’appetito e fornirci tutte le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno.

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Il porridge è quindi un piatto ricco, sostanzioso e delizioso, ottimo caldo ma buono anche tiepido, perfetto per iniziare le giornate di studio o di lavoro.

Ho la dispensa piena di sacchetti di fiocchi e di cereali soffiati; ho tutti i semi oleosi e le spezie possibili; ieri mi è arrivato un pacco carico di litri di latte di avena. Tutto pronto per le mie colazioni del 2017.
Adesso che ho scoperto il porridge, non lo lascio più.

Vi propongo la ricetta di base, che poi può essere arricchita con ciò che più vi piace.

Ingredienti:
50 gr di fiocchi di avena
100 ml di latte di avena
100 ml di acqua

Procedimento:
– Fate appena bollire l’acqua in un pentolino.
– Mettete i fiocchi di avena in una scodella, poi versateci sopra l’acqua calda e lasciate riposare per almeno 10 minuti.
– Rimettete tutto nel pentolino, aggiungete il latte e fate cuocere per qualche minuto, continuando a mescolare.
– Quando avrete ottenuto un composto cremoso e abbastanza denso, togliete dal fuoco.
– Rimettete tutto nella scodella e aggiungete frutta, spezie e ciò che più vi piace.

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I miei consigli:
– Alcune delle mie versioni preferite sono con: banana e cioccolato fondente, mela e cannella, mirtilli disidratati e noci.
– Potete usare latte di tipo diverso: vaccino o vegetale (mandorla, cocco, soia, riso, avena).
– Per variare, potete sostituire parte dei fiocchi di avena con quelli di segale e ottenere un porridge “misto”.