Nana ice cream

Quante volte abbiamo rimandato cose per poi scoprire che farle prima sarebbe stato meglio?
Oggi pomeriggio mi sono sentita esattamente così, dopo aver preparato in cinque minuti (e mangiato in due!) un ottimo nana ice cream.
Non mi sono dimenticata nessuna lettera. Si chiama proprio così il “banana ice cream“, in italiano “gelato di banana“. Deve il suo nome all’ingrediente principale di cui è fatto, la banana, e alla consistenza, che ricorda in tutto e per tutto quella del classico gelato.

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Ormai è qualche anno che circola nelle pagine social e nei blog di ricette più o meno fit, ma io non l’avevo mai provato.
Sul fatto che fosse decisamente più salutare del classico gelato non avevo dubbi, ma ero un po’ scettica sulla consistenza.
Io vivrei di gelato. Ho passato estati in cui andavo ogni giorno nella gelateria dietro casa a comprarne una coppetta sempre generosamente riempita; mi piace provare i gusti più strani, poi lamentandomi puntualmente che forse sarebbe stato meglio optare per i classici nocciola e cioccolato; recensisco le vaschette di gelato come se fossero piatti stellati. Negli ultimi giorni poi, saranno i quasi cinquanta giorni di quarantena o le giornate che diventano più calde, ma nel mio freezer il gelato non manca mai e ogni sera ne mangio un po’.
E ora va bene che in estate un giorno sì e uno no fanno girare la notizia sul fatto che il gelato sia sano e possa sostituire i pasti, ma contiene zuccheri e grassi, quindi proprio benissimo non fa se mangiato in grandi quantità.

Allora mi è sembrato il momento giusto per provare il celebre nana ice cream, più sano e leggero, visto che è fatto soltanto con banane e un goccio di latte. Due soli ingrendienti per una merenda fresca e buonissima. Se invece decidete di aggiungere cacao, cannella o scaglie di cioccolato (e qualsiasi altro ingrendiente), otterrete gusti sempre diversi. L’importante è mantenere la banana come ingrediente principale: contiene poca acqua rispetto ad altri tipi di frutta ed è molto zuccherina. Ciò consente al nana ice cream di non ghiacciare totalmente e di mantenere la consistenza adatta per poterlo chiamare tale.
Io vi consiglio di prepararne in abbondanza, aumentando le dosi indicate, e conservarlo in freezer in una vaschetta chiusa. Basterà tirarlo fuori poco prima di mangiarlo, per avere sempre un po’ di gelato pronto per la merenda.

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INGREDIENTI
2 banane medie
3 cucchiai di latte (vaccino o vegetale, a scelta)

PROCEDIMENTO
– Tagliate le banane a rondelle e mettetele nel congelatore per almeno un paio di ore.
– Trascorso il riposo in freezer, tirate fuori le fette di banana e mettetele nel vaso contenitore di un frullatore.
– Aggiungete il latte e frullate per circa 1 minuto. In pochissimo tempo avrete ottenuto una crema densa, che ricorda esattamente la consistenza del gelato.

Servite subito, altrimenti mettete il gelato in un contenitore e conservatelo in freezer.

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NOTE
– Potete arricchire la vostra merenda aggiungendo al nana ice cream frutta secca, frutta fresca o scaglie di cioccolato.
– Io lo trovo già abbastanza dolce, ma se preferite potete aggiungere un cucchiaino di miele per addolcire ulteriormente il gelato.

Tortino al cioccolato dal cuore morbido

Tornare in cucina significa tornare a scrivere.
Perché ho bisogno di segnarmi le ricette, conservare le foto e fare ordine.
Altrimenti mi ritrovo a perdere pezzi, a voler rifare quel plumcake che è venuto così buono ma a non sapere più come lo avevo preparato. O a voler condividere la ricetta con chi mi chiede come si fa la pizza e dover copiare e incollare gli stessi commenti.
Avevo pensato di scriverle, di appuntarle su un quaderno di ricette, alla vecchia maniera.
Ma in casa nuova ho soltanto un’agenda per l’ufficio (che ora è diventato il mio salotto); i post it con cui Matte e io ci scriviamo cose e ce le lasciamo in giro; le buste delle bollette da pagare o delle pubblicità, che io ancora non mi spiego come sia possibile mandarle per posta.
E ho soltanto una penna, che se si scarica quella mi tocca passare alla matita senza punta o al pennarello indelebile che si sta scaricando a furia di scrivermi gli allenamenti da fare.
No, nessuna soluzione mi sembrava abbastanza sensata.

E allora ho pensato al blog, a quando scrivevo almeno una volta a settimana. Di quando il tempo lo usavo per impastare, fare foto, appuntare ricette e pubblicare articoli.
Foodelizioso. Rimasto silente per due anni.
Due anni di tante cose e soprattutto di Crossfit, un nuovo hobby-passione-stile di vita che mi ha rubato, o meglio: a cui ho dedicato, tantissimo tempo.
E due anni in cui tra lavoro, dieta, una casa da comprare e poi da arredare e ora da gestire, il tempo per il blog era assolutamente introvabile.

Poi succede che arriva lo stop. Di tutto e di tutti (o quasi). Inaspettato, improvviso, impensabile. Uno stop pesante per tutto e per tutti.
Che ci costringe a stare a casa. E allora ci si re-inventa.
Si lavora in un modo diverso, per chi è fortunato e può lavorare da casa.
Si fa allenamento in maniera diversa, purché ci si alleni.
Si scoprono nuove passioni o si riscoprono quelle messe da parte.

E allora torno al blog.
Torno a raccogliere un po’ di ricette. Quelle che ho fatto negli ultimi mesi, nella mia nuova casetta, col mio nuovo forno.

La prima ricetta da ricordare è quella dei tortini al cioccolato – rigorosamente fondente – dal cuore morbido.
Negli ultimi mesi li ho già fatti tre volte. Sono facilissimi e velocissimi da fare, ottimi per concludere una cena in famiglia, in coppia, e in questo periodo anche da soli.

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INGREDIENTI per circa 4 tortini
120 gr di cioccolato fondente 80%
80 gr di burro
80 zucchero
20 gr di farina 00
2 uova
zucchero a velo q.b
cacao q.b
Materiale particolare
pirottini in alluminio

PROCEDIMENTO
– Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente insieme al burro. Poi togliete dal fuoco e fate raffreddare.
– Quando il composto è a temperatura ambiente, aggiungete lo zucchero e mescolate con una frusta.
– Aggiungete le uova e mescolate ancora. Infine versate anche la farina e con la frusta amalgamate il tutto.
– Accendete il forno a 180°, modalità statico.
– Imburrate i pirottini e spolverateli col cacao (invece che con la classica farina).
– Versate il composto nei pirottini, lasciando almeno un dito di distanza dal bordo.
– Infornate e lasciate cuocere per 10 minuti. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti: non deve uscire asciutto, ma nemmeno tutto sporco di cioccolato. Due/tre centimetri possono bastare.
Ogni forno però è diverso, quindi regolatevi con il primo tentativo: le volte successive potreste allungare o ridurre leggermente il tempo di cottura.
– Lasciate intiepidire due minuti, poi sformate i tortini direttamente sui piatti da portata. Decorate con zucchero a velo e servite ancora caldi.

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NOTE
– Potete accompagnare i vostri tortini con una pallina di gelato al fiordilatte o vaniglia, con panna montata o con una salsa ai frutti di bosco o fragole.
– Se i tortini devono essere mangiati anche da bambini, scegliete un cioccolato fondente meno forte o usate un mix di cioccolato al latte e fondente.

Porridge di avena

È tempo di bilanci: errori, insuccessi e difficoltà si lasciano alle spalle; esperienze, soddisfazioni e conquiste ce le portiamo dietro in questo nuovo anno. Che come ogni nuovo inizio, è carico di buoni propositi e di grandi progetti da realizzare.
Il mio nuovo anno sarà anche carico delle abitudini buone prese durante il 2016. Come quella di mangiare porridge a colazione.

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Il porridge è una zuppa di avena, fatta bollire in acqua e latte, arricchita da frutta fresca o secca, spezie, zucchero o miele.
Il porridge ha origini britanniche, dove veniva preparato da inglesi e irlandesi, ma vanta una lunga tradizione anche in Polonia, Russia, Norvegia, dove cambia il nome ma non la sostanza.
In passato l’avena veniva messa in ammollo per tutta la notte e poi fatta bollire nel latte per diverse ore.
Oggi invece si trovano in commercio i fiocchi di avena precotti, che rendono la preparazione decisamente più veloce. E non si consuma più soltanto nelle cucine nordiche: da circa due mesi, lo consumo anche io (quasi) ogni mattina, aggiungendoci ogni giorno ingredienti diversi.

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Oltre che essere buono e facile da fare, il porridge fa bene.
Sto leggendo un libro che ribalta l’idea di mangiare secondo la “vecchia” piramide alimentare e propone di seguire una nuova forma: la clessidra. Fra le altre cose, l’autore suggerisce di iniziare la giornata proprio mangiando porridge a base di avena.
L’avena è un cereale ricco di carboidrati a lenta digestione, che quindi non causa picchi di zuccheri nel sangue e ci permette di restare sazi più a lungo. Inoltre è ricca di fibre solubili e proteine, in grado di placare l’appetito e fornirci tutte le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno.

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Il porridge è quindi un piatto ricco, sostanzioso e delizioso, ottimo caldo ma buono anche tiepido, perfetto per iniziare le giornate di studio o di lavoro.

Ho la dispensa piena di sacchetti di fiocchi e di cereali soffiati; ho tutti i semi oleosi e le spezie possibili; ieri mi è arrivato un pacco carico di litri di latte di avena. Tutto pronto per le mie colazioni del 2017.
Adesso che ho scoperto il porridge, non lo lascio più.

Vi propongo la ricetta di base, che poi può essere arricchita con ciò che più vi piace.

Ingredienti:
50 gr di fiocchi di avena
100 ml di latte di avena
100 ml di acqua

Procedimento:
– Fate appena bollire l’acqua in un pentolino.
– Mettete i fiocchi di avena in una scodella, poi versateci sopra l’acqua calda e lasciate riposare per almeno 10 minuti.
– Rimettete tutto nel pentolino, aggiungete il latte e fate cuocere per qualche minuto, continuando a mescolare.
– Quando avrete ottenuto un composto cremoso e abbastanza denso, togliete dal fuoco.
– Rimettete tutto nella scodella e aggiungete frutta, spezie e ciò che più vi piace.

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I miei consigli:
– Alcune delle mie versioni preferite sono con: banana e cioccolato fondente, mela e cannella, mirtilli disidratati e noci.
– Potete usare latte di tipo diverso: vaccino o vegetale (mandorla, cocco, soia, riso, avena).
– Per variare, potete sostituire parte dei fiocchi di avena con quelli di segale e ottenere un porridge “misto”.

Coppa di crema pasticcera allo zenzero e pesche caramellate

Ho fatto un dolce al cucchiaio.

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Io che al ristorante scelgo sempre le torte più caloriche.
Io che non amo budini, crème caramel e panna cotta (ma, intendiamoci!, se ci sono, me li mangio comunque).
Io che se non mi sporco le mani di farina non sono contenta.
Io ho fatto un d’elizioso dolce al cucchiaio.

Un dolce facile, veloce, fresco. Un dolce semplice ma esageratamente buono. Un dolce estivo e colorato.
Sotto: una leggera e speziata crema pasticcera, sopra: fette di pesca caramellate nello zucchero di canna.
Tante volte ho preparato la crema pasticcera classica, ma questa volta, al posto della scorza di limone, ci ho aggiunto lo zenzero. E ho dato vita a una variante originale e sorprendentemente buona.

Lo zenzero è una pianta erbacea, originaria dell’Estremo Oriente, largamente impiegata anche nelle cucine occidentali e negli ultimi anni rivalutata anche in quelle nostrane.
Lo zenzero è usato per condire carni e verdure, per arricchire centrifughe ed estratti, per preparare tisane ed infusi. Le sue proprietà benefiche sono innumerevoli: stimola la digestione e il metabolismo, ha potere antinfiammatorio e antiossidante, aiuta a combattere tosse e raffreddore ecc.

Eppure, probabilmente, molti di voi lo conoscono grazie ai gingerbread, classici biscotti natalizi allo zenzero (Zenzy in Shrek, per capirci) preparati nelle cucine di mezzo mondo durante il pomeriggio del 24 Dicembre da mamme e bambini. Alcuni invece potrebbero averlo assaggiato candito, scovato fra le bancarelle di fiere o feste di paese. Altri ancora magari lo conservano in boccetta, in polvere, nella dispensa di casa e, come me, non lo usano mai.

Fino a ieri, anche il mio rapporto con lo zenzero si limitava a questo.
Poi però mi sono ricordata di aver comprato, mossa dalla mia cronica incapacità di rispettare la lista della spesa, un paio di rizomi di zenzero fresco. Il rizoma è il termine tecnico per indicare le radici dello zenzero, ovvero le parti della pianta che troviamo al supermercato, fresche o essiccate.
Quando ho sbucciato una radice e ne ho grattuggiato una parte sulle pesche, è scattata la scintilla, complici il profumo inebriante che ricorda il limone, il colore acceso e il sapore pungente di questa magica spezia.

In quel momento mi è balenata in testa l’idea di farci un dolce.

Ingredienti (per due coppe):
Per la crema
250 ml di latte fresco
50 gr di zucchero semolato
2 tuorli
2 cucchiai di maizena
1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato

Per la decorazione
1 pesca grande
2 cucchiai di zucchero di canna

Procedimento:
Per la crema
– In una piccola casseruola versate il latte, poi grattuggiate la radice di zenzero quanto basta per riempire la metà di un cucchiaino circa.
– Aggiungete lo zenzero grattugiato al latte, poi accendete il fuoco a fiamma bassa e fate sobbollire il latte.

– Intanto in una ciotola capiente sbattete con una frusta (elettrica o meno) i due tuorli insieme allo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
– Togliete il latte dal fuoco e lasciate un attimo a raffreddare.
– Al composto di uova e zucchero aggiungete due cucchiai di maizena (non troppo colmi) e incorporatela bene.
– Versate poi, nella ciotola, il latte ancora tiepido e mescolate tutto.
– Rimettete il composto nella casseruola e lasciatelo cuocere a fiamma bassa per qualche minuto, mescolando continuamente per evitare che si formino grumi.

– Quando la crema si sarà addensata e avrà assunto il classico giallo, toglietela dal fuoco.
– Trasferitela in una ciotola e copritela con pellicola trasparente, direttamente a contatto con la crema.
– Lasciate raffreddare.

Per la decorazione
– Lavate la pesca e tagliatela a fette abbastanza sottili.
– In una padela antiaderente mettete due cucchiai di zucchero e le fette di pesca; fate caramellare a fuoco dolce per qualche minuto, facendo dorare entrambi i lati delle fette.

– Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

Per la composizione
– Scegliete un bicchiere ampio, una coppa (magari coi bordi trasparenti) e versateci 3/4 cucchiai di crema e livellate bene.
– Poi disponete le fette di pesca caramellata sovrapponendole l’una con l’altra, procedendo dall’esterno verso l’interno.
– Fate riposare in frigorifero almeno un paio di ore prima di servire.

Queste coppe possono essere preparate in anticipo e sono ottime per concludere una cena d’estate.

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I miei consigli:
– Provate a sostituire le pesche con altra frutta: prugne o albicocche caramellate o frutta fresca a piacere (fragole, lamponi, kiwi ecc.).
– Per rendere più golose le coppe di crema aggiungete sul fondo biscotti o amaretti sbriciolati.
– La pellicola trasparente a contatto con la crema serve a evitare che si crei una patina fastidiosa.